Il sito: il nuraghe Athethu

Il Nuraghe Athethu, conosciuto anche come Attetu o s’Atentu, sorge nel territorio di Orani, su un piccolo rilievo che domina il paesaggio circostante. La sua posizione, a circa 300 metri di altitudine, ne fa un punto di controllo naturale sulle vie di comunicazione interne, a testimonianza del ruolo strategico che questi monumenti ebbero nel popolamento nuragico della zona.

Si tratta di un nuraghe monotorre, costruito con grandi blocchi di trachite accuratamente disposti a filari. L’ingresso, rivolto a sud e sormontato da un massiccio architrave, immette in un ambiente interno a tholos che si conserva ancora per oltre sette metri di altezza: una delle caratteristiche più notevoli del monumento. All’interno si apre sulla sinistra una scala, ricavata nello spessore murario, che permetteva di raggiungere i livelli superiori, e sulla destra una grande nicchia di forma trapezoidale.

Attorno alla torre principale si distinguono i resti di alcune capanne e di un muro megalitico, tracce di un insediamento che completava il complesso. Questi indizi confermano come il nuraghe non fosse una struttura isolata, ma il fulcro di un piccolo villaggio.

L’importanza del Nuraghe Athethu risiede sia nel suo buon stato di conservazione, che consente di apprezzare la tecnica costruttiva nuragica, sia nella sua collocazione territoriale, che lo inserisce in una fitta rete di presidi monumentali della Barbagia.
Negli anni ’80-’90 la Soprintendenza Archeologica ha eseguito lavori di restauro e consolidamento della torre, inoltre interventi di tutela hanno evidenziato la presenza, nei dintorni, di una tomba di giganti, che amplia ulteriormente il quadro archeologico del sito.

 

Nuraghe Athetu in 3D

 

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Bibliografia essenziale

Congiu, G., Nuove acquisizioni dal nuraghe Athethu, Orani. In M. A. Fadda (a cura di), Una Comunità Montana per la valorizzazione del Patrimonio Archeologico del Nuorese. Cagliari 2008, pp. 33–36
Moravetti A. (a cura di), La Sardegna Nuragica. Storia e monumenti, Edizioni Della Torre, Cagliari, 2003