Il nuraghe Nolza

Il Nuraghe Nolza, situato nel territorio di Meana Sardo a 739 metri s.l.m. sul Cuccuru Nolza, è uno dei monumenti nuragici più imponenti della Sardegna centrale.

È stato sottoposto a indagini di scavo archeologico sin dal 1994, quando appariva ancora completamente interrato e i dati relativi alla sua costruzione, frequentazione e ristrutturazione sono stati confermati dalla lettura delle strutture murarie. I primissimi scavi misero in luce un poderoso bastione quadrilobato che racchiude il mastio e si innalza ancora oggi per una considerevole altezza.

La struttura quadrilobata ha subito nel tempo varie ristrutturazioni e la prima fase dell’insediamento è stata in parte nascosta e obliterata dagli interventi successivi, motivo per cui non si ha una precisa contezza delle strutture che componevano il nuraghe nel momento più antico, ovvero nel Bronzo Medio tardo (circa XV-XIV secolo a. C.). Già in epoca nuragica, la struttura subì varie ricostruzioni e rifacimenti che portarono al completo riempimento di una delle torri, occludendo così volutamente le feritoie e la stessa scala che portava al terrazzamento superiore.

Nel complesso la struttura del quadrilobato si presenta con forma leggermente asimmetrica e trapezoidale, aspetti dovuti all’adattamento del monumento alla collina su cui sorge. Il nuraghe è stato edificato per i 2/3 della sua altezza con massi poco elaborati in scisto (pietra locale) e posati a secco, mentre per il terrazzamento finale sono stati utilizzati conci in trachite policroma, lavorati con perizia. La torre centrale aveva due camere sovrapposte, con copertura ad ogiva, quella di base con un pavimento in lastre di scisto. A ridosso delle cortine murarie sono stati trovati numerosi mensoloni e altri elementi in trachite perfettamente lavorati, forse appartenenti alle parti alte del monumento.

Oggi è possibile accedere al nuraghe oltrepassando un piccolo muro in scisto che grava sulle torri del versante ovest. Durante il XII sec., i grandi lavori di ristrutturazione videro smantellate e ricostruite le torri D e C, del versante sud-est, l’occultamento dell’ingresso originario ad est e l’apertura di un nuovo ingresso a ovest, apportando la variazione anche degli ambienti interni. La torre D e la cortina sud furono riedificati con grossi massi in porfido che contrastano con il resto dell’originaria struttura in scisto. La scala interna, composta da 21 gradini in scisto, permette l’accesso al cortiletto esterno sul piano sopraelevato, che gli scavi hanno rilevato essere in origine ricoperto da lamine di sughero e da uno strato di argilla.

Non è ancora chiaro se il bastione centrale fosse circondato da un antemurale, mentre è accertata la presenza di un esteso villaggio del quale al momento non si conoscono le dimensioni precise (presumibilmente 1,5-2 ettari). Si intravedono solo alcuni resti affioranti di strutture circolari, di piccole e medie dimensioni, spesso ravvicinate, realizzate con blocchi semilavorati.
Il Nuraghe Nolza rappresenta un’importante testimonianza della civiltà nuragica, evidenziando l’evoluzione architettonica e sociale delle comunità dell’epoca.

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Bibliografia essenziale

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Perra M.,Un sistema territoriale nuragico nella Barbagia-Sarcidano e il nuraghe Nolza di Meana Sardo (Nuoro), La civiltà nuragica : nuove acquisizioni 2.: Atti del Congresso, Senorbì, 14-16 dicembre 2000, Dolianova 2008, pp. 657-670.
Perra M.,Il nuraghe Nolza e il suo territorio. Meana sardo, Sardegna Archeologica. Guide e Itinerari, Sassari 2021.