Immerso in un bosco di lecci a circa 850 m s.l.m. sul versante nord-orientale del Monte Ortobene, Noddule è uno dei siti archeologici più articolati dell’altopiano nuorese. L’area, occupata ininterrottamente dal Bronzo Medio sino all’età romana, riunisce edifici di vario tipo e cronologia: un nuraghe, un villaggio, una tomba di giganti, una fonte sacra, un tempio a megaron e una serie di strutture legate al luogo di culto.
Il sito rappresenta un esempio significativo di complesso insediativo e cultuale nuragico, caratterizzato dalla presenza di un nucleo insediativo più antico, di un’area santuariale più tarda, con fonte sacra, e di strutture architettoniche connesse a pratiche rituali.
L’analisi del sito di Noddule suggerisce una originaria funzione abitativa, affiancata poi da una destinazione cultuale, legata al culto delle acque e alla celebrazione di riti religiosi. La fonte sacra rappresentava il luogo centrale delle cerimonie e il villaggio ospitava i sacerdoti e i fedeli che frequentavano il santuario.
Noddule integra abitato (nuraghe e villaggio), culto (pozzo sacro e tempio a megaron) e rituali funerari (tombe), configurandosi come centro politico-religioso di rango territoriale. I reperti votivi e gli oggetti della vita quotidiana delineano una comunità specializzata nell’allevamento, nella metallurgia e nello scambio, legata ai circuiti cultuali dell’acqua che caratterizzano le fasi tarde dell’età nuragica.
La frequentazione prosegue in età punica-romana: frammenti di terra sigillata e monete bronzee di Augusto attestano un riuso abitativo. Nel medioevo l’area fu luogo di pascolo e, secondo la tradizione locale, di pellegrinaggi per le proprietà “miracolose” dell’acqua di fonte.
Il nuraghe
Il nuraghe di Noddule è di tipo complesso, quadrilobato, ovvero con quattro torri angolari addossate a un mastio centrale. La muratura è realizzata in blocchi di basalto appena sbozzati.
Nella torre principale l’ingresso, orientato a sud-est, introduce in un corridoio con piccola nicchia di guardia che porta alla camera principale, coperta da una tholos di quattro metri. Dentro lo spessore murario corre una scala che saliva a un vano superiore e forse a una terrazza.
Le torri secondarie, dal diametro interno di poco superiore ai tre metri, conservano fra i quattro e i sei filari: in una si scorgono tracce di focolare o di una piccola fornace, indizio che all’interno del complesso si lavorava il metallo. Tutto il sistema è avvolto da un antemurale spesso oltre due metri che ingloba una parte del villaggio, definendo un cortile interno pavimentato a lastre di scisto, al cui centro si apre una cisterna profonda sei metri, indispensabile in caso d’assedio.
L’edificazione inizia nel Bronzo Medio (ca. XVI-XIV a.C.), con ampliamenti nel Bronzo Recente (XIV-XII sec. a.C.) e rifacimenti minori fino al Ferro iniziale (IX-VIII sec. a.C.).
Il villaggio
Il sito comprende anche un insediamento, del quale residuano parti di almeno 35 capanne circolari e rettangolari realizzate in pietra, che dovevano avere una copertura in elementi vegetali. Le strutture presentano dimensioni variabili e sono disposte in modo irregolare, seguendo l’andamento del terreno.
All’interno delle strutture abitative sono stati ritrovati focolari e tracce di vita quotidiana, come vasellame e strumenti da lavoro, macine, pestelli, fusaiole, segni di attività domestiche e tessili.
Le tombe di giganti
A circa trecento metri a nord-ovest del nuraghe sorge la tomba di giganti di Noddule.
La tomba è del tipo a ortostati. All’esterno si apre l’esedra semicircolare delimitato da grandi lastre basaltiche infisse verticalmente nel terreno, con quelle centrali che superano i due metri d’altezza e degradano verso le estremità. Al centro si apre l’ingresso, sormontato da un possente lastrone architravato, non si conserva stele. Il corridoio funerario è lungo dodici metri e largo poco più di uno, ha pareti formate da filari di blocchi leggermente inclinati verso l’interno ed era coperto da lastre disposte a piattabanda, oggi crollate. In alcuni punti della camera si riconoscono nicchie laterali.
Gli scavi hanno messo in luce uno spesso deposito di ossa umane, segno che la tomba fu riaperta e riutilizzata per secoli; fra i resti sono emerse piccole brocche votive, vaghi d’ambra, coppelle in pietra ollare e pugnali di bronzo, databili fra il XIII e il IX secolo a.C.
La fonte
La fonte sacra rappresenta il fulcro del complesso cultuale. Si tratta di una struttura realizzata con blocchi di basalto disposti a formare un bacino rettangolare, alimentato da una sorgente naturale. L’accesso alla fonte è garantito da una scalinata monumentale, che conferisce all’area un carattere sacrale e solenne. La fonte sacra di Noddule conserva ancora la suggestiva copertura a tholos, realizzata con conci di basalto e trachite alternati a filari concentrici. Questo sistema costruttivo circolare, che richiama le tecniche delle false cupole nuragiche, non solo garantiva stabilità alla volta sulla camera d’acqua, ma creava un elegante motivo policromo: il grigio scuro del basalto si stemperava nel rosato della trachite, disegnando cerchi concentrici.
La scala d’accesso al pozzo sacro è costituita da 24 gradini in lastre di basalto lavorate; ad essa si arriva attraverso un corridoio lastricato, largo circa 2,5 m, realizzato con lastre di basalto e con una lieve pendenza verso il centro per convogliare le acque in una canalizzazione sottostante, che evidenzia una conoscenza avanzata delle tecniche idrauliche da parte dei costruttori nuragici. Una piccola nicchia sul lato destro serviva probabilmente a depositare offerte prima della discesa nella camera sacra.
Il tempio è circondato da un recinto sacro o temenos che chiude un’area lastricata.
Nei pressi della fonte sacra è stato rinvenuto un bacile lustrale, una vasca in pietra utilizzata per abluzioni rituali. La presenza di questo elemento conferma la funzione religiosa del sito e la sua importanza come centro di culto.
Il tempio a megaron
Adiacente alla fonte sacra, si erge un tempietto a mégaron, caratterizzato da una pianta rettangolare con un pronao colonnato. La struttura presenta pareti realizzate con blocchi di basalto squadrati e ben connessi. L’interno del tempietto era presumibilmente destinato all’esposizione di statue o oggetti di culto. La presenza del pronao colonnato conferisce all’edificio un aspetto monumentale e sofisticato.