Austis – Protostoria e Storia romana

Protostoria

Il patrimonio archeologico di epoca pre e protostorica del comune di Austis è attualmente molto limitato e in uno stato di conservazione lamentabile.

Per quanto riguarda la Preistoria si conosce solo un monumento classificabile tra i dolmen o le allee couverte, in località Pedra Longa, e poche tracce di materiale litico, difficile da collocare a livello cronologico, nell’area di Cabitza Marzane dove potrebbe essere esistito un insediamento non localizzabile.

Nell’area non sono presenti tombe ipogeiche del tipo domus de janas.

Le testimonianze principali rimandano all’epoca nuragica, alla quale risalgono 5 nuraghi: Lughia, Turria, Istecorì, Lattallò, Borta Melone, uno dei quali scomparso. Il nuraghe Istecorì è quello conservato meglio.

Nelle fonti contano anche 4 villaggi, Arelò, Cabitza Marzane, Bittennorì e Corranca, dei quali solo uno è ancora parzialmente rintracciabile.

Per quanto riguarda gli aspetti funerari si hanno notizie solo di una tomba di giganti in località Carracale, non più rintracciabile.

I monumenti versano tutti in difficili condizioni di conservazione a causa di crolli, dovuti all’azione del tempo, ma soprattutto per interventi umani come bonifiche, spietramenti e lavori agricoli in generale.

La limitata presenza di insediamenti è sicuramente dovuta in parte alla natura difficile di alcune zone del territorio, ma appare strana l’assenza di sepolture, come tombe di giganti ricollegabili ai nuraghi e villaggi esistenti. Tale mancanza può essere dovuta alla spoliazione o distruzione dei monumenti avvenuta in tempi passati per lavori agricoli o per il recupero di materiale da costruzione.

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Bibliografia essenziale

Lilliu G., La civiltà dei sardi. Dal Paleolitico all'età dei nuraghi, Torino 1988.
Brigaglia M.e Tola S., Dizionario storico – geografico dei comuni della Sardegna, Sassari 2006.
Taramelli A., Carte archeologiche della Sardegna, Sassari 1994.
Consorzio Archeosystem, Progetto i nuraghi : ricognizione archeologica in Ogliastra, Barbagia, Sarcidano. I nuraghi, 1990.
Consorzio Archeosystem, Progetto i nuraghi : ricognizione archeologica in Ogliastra, Barbagia, Sarcidano. Il territorio, 1990.

Storia romana

Austis. Un insediamento con il nome del primo imperatore

Secondo l’opinione pressoché unanime degli studiosi, il poleonimo dell’odierno centro abitato di Austis, documentato nella forma Agustis e Augustis in età medioevale, deriva dal nome dell’imperatore Augusto. Il dato toponomastico ha trovato un prezioso riscontro nella documentazione archeologica e soprattutto epigrafica, che conferma l’esistenza di una fondazione ascrivibile all’età augustea, sviluppatasi lungo un percorso di collegamento tra la regione delle Aquae Ypsitanae (Fordongianus) e la Barbaria.

In realtà le testimonianze austesi si concentrano in due diverse aree: la prima è localizzabile immediatamente a ovest del centro urbano, nella regione Perda Litterada, dove nella metà dell’Ottocento furono rinvenute diverse iscrizioni funerarie di I secolo d.C., tra le quali soprattutto quella del soldato Ubasus Niclinus. È perciò ipotizzabile che a breve distanza da questa necropoli si trovasse il presidio della coorte dei Lusitani, inviata nella regione proprio su iniziativa di Augusto in seguito alla cosiddetta rivolta del 6 d.C.

Una seconda area insediativa è stata individuata in pieno centro abitato, con maggiori evidenze all’estremità sudorientale, nei pressi dell’odierno campo sportivo: in questo caso i ritrovamenti archeologici ed epigrafici suggeriscono l’esistenza di un insediamento di carattere civile, con area funeraria annessa, ancora attivo in età medioimperiale, ma di non facile lettura perché obliterato dal nucleo insediativo moderno.

In realtà è difficile pensare a due realtà, una civile e l’altra militare, nettamente distinte tra loro: lo dimostrano per esempio gli epitaffi di due bambini sepolti proprio nella necropoli di Perda Litterada, tra cui si possono ricordare almeno Castricius, probabilmente figlio di uno degli eredi di Ubasus, oppure il piccolo Nercadaus, figlio di P. Manlius e nipote di Graecinus: in quest’ultimo caso il nome del defunto suggerisce una precisa scelta da parte del genitore, civis con un’onomastica chiaramente latina, di richiamare il sostrato antroponimico indigeno.

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Bibliografia essenziale

Canu 2016: N. Canu, Tra Sarcidano e Barbagia. Spunti sulla romanizzazione in una zona di transizione, in S. De Vincenzo, C. Blasetti Fantauzzi (eds.), Il processo di romanizzazione della provincia Sardinia et Corsica. Atti del convegno internazionale di studi, Cuglieri (OR) 26-28 marzo 2015. Analysis Archaeologica. An International Journal of Western Mediterranean Archaeology, Roma 2016, pp. 277-279.
C. Farre, Geografia epigrafica delle aree interne della Provincia Sardinia, Ortacesus 2016, pp. 31-44.
C. Farre, I cippi a capanna della Sardegna: ulteriori riflessioni su testi editi e inediti, «Epigraphica» 87, 2025, in corso di stampa.
A. Mastino, La Sardegna nel mondo romano fino a Costantino, Cagliari 2024, pp. 721, 757, 760, 830-831, 860, 922-924.
G. Spano, Monumenti romani di Austis, «Bullettino archeologico sardo» 4, 1858, pp. 26-30.
R. Zucca, Neoneli – Leunelli. Dalla civitas Barbariae all’età contemporanea, Bolotana 2003, pp. 32-44.

Storia romana

Austis. L’iscrizione funeraria di Ubasus Niclinus

Nel 1857, alla periferia occidentale di Austis, nella regione emblematicamente chiamata Perda Litterada, furono scoperte diverse iscrizioni latine realizzate su grandi lastre di granito locale: in una di queste, conservata nei depositi comunali, è inciso l’epitaffio di un soldato.

Il testo latino è il seguente: Ubasus Chi/lonis f(ilius) Ṇịcli/nus tubicin (!) / ex coho(rte) Lusi/tan(orum) an(norum) L / stip(endiorum) XXXI h(ic) s(itus) e(st) posuer(unt) (h)erede[s] / Faustus Aedi(lis) et l(ibertus) Optatus.

La traduzione è la seguente: Ubasus, figlio di Chilo, Niclinus, trombettiere della coorte dei Lusitani, di 50 anni, con 31 di servizio, qui è sepolto. Gli eredi Faustus Aedilis e il liberto Optatus posero (il monumento).

Si tratta dunque dell’iscrizione funeraria di Ubasus Niclinus, figlio di Chilo, deceduto a 50 anni dopo 31 anni di servizio militare. Il soldato, originario della penisola iberica e privo di cittadinanza romana, era un trombettiere (tubicen) della coorte dei Lusitani, un reparto ausiliario stanziato ad Austis nei primi decenni del I secolo d.C. proprio per iniziativa dell’imperatore Augusto, da cui parrebbe derivare il poleonimo moderno (Augustis). A predisporre l’epigrafe in ricordo del defunto furono gli eredi Faustus Aedilis, forse un suo commilitone, peraltro già documentato in un altro testo di Perda Litterada, e il liberto Optatus.

Il ruolo del defunto è confermato dalla rappresentazione schematica di due trombe incise nella parte inferiore del supporto.

L’epitaffio, realizzato in modo abbastanza approssimativo, è databile alla prima metà del I secolo d.C., quando il reparto era ancora impegnato nel controllo militare della Barbaria sarda prima di essere trasferito in Numidia. La presenza di Lusitani nella regione è confermata da un’ulteriore iscrizione austese che menziona un certo Caturo, portatore di un nome sconosciuto in Sardegna ma diffusissimo nella penisola iberica, e anche da una piccola stele votiva rinvenuta presso il vicino centro termale delle Aquae Ypsitanae, a Fordongianus: si tratta di una dedica offerta da un certo Serbulus alla dea Ataecina di Turobriga, una divinità salutifera della penisola iberica e qui evidentemente associata a un culto analogo che era certamente praticato presso le sorgenti termali.

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Bibliografia essenziale

C. Farre, Geografia epigrafica delle aree interne della Provincia Sardinia, Ortacesus 2016, pp. 32-34.
A. Ibba, Il mondo militare, in R. Carboni, A.M. Corda, M. Giuman (eds.), Il tempo dei Romani. La Sardegna dal III secolo a.C. al V secolo d.C., Nuoro 2021, pp. 287-288.
A. Mastino, La Sardegna nel mondo romano fino a Costantino, Cagliari 2024, pp. 860, 922-924.
R. Zucca, Neoneli – Leunelli. Dalla civitas Barbariae all’età contemporanea, Bolotana 2003, pp. 36-38.