Il sito: la necropoli di Domus de Janas di Maria Frunza
La necropoli ipogeica di Maria Frunza si trova sul versante occidentale del Monte Ortobene, nei pressi del centro urbano di Nuoro. È parte di un contesto più ampio di strutture funerarie preistoriche distribuite sui pendii dell’Ortobene: tombe rupestri, domus de janas e altri siti funerari si trovano anche nei versanti vicini (Borbore, Janna Bentosa, Su Cossu).
Si tratta di una necropoli di tombe ipogeiche del tipo domus de janas, databile al Neolitico Finale, con continuità d’uso nell’Eneolitico e nell’età del bronzo.
Il complesso è costituito da cinque tombe scavate nel granito, distribuite su livelli differenti lungo il pendio e immerse nella vegetazione, alcune delle quali incomplete o parzialmente distrutte.
La tomba I è la prima che si ritrova sul sentiero ed è una domus bicellulare, ovvero a due celle. Ha un ingresso rettangolare con cornice e un’anticella sub-rettangolare che conduce alla cella principale, con portello posto a circa 60-70 cm dal pavimento. Dal fondo della prima camera si accede alla seconda, di forma quasi rettangolare, attraverso un accesso rifinito da una doppia cornice scolpita, dove sono ancora evidenti poche tracce di ocra che doveva decorare le pareti.
La tomba II è la più complessa e rimaneggiata. L’ingresso sembra essere stato allargato e dava su uno spazio oggi distrutto. Dalla camera principale, caratterizzata da un pilastro centrale e da una nicchia, si accede ad altre due celle, una circolare e una ellittica, dal soffitto parzialmente crollato. L’ipogeo è stato riutilizzato in epoche successive come abitazione, riadattandolo con ampliamento dell’ingresso, aggiunta di fori per strutture lignee e con una scala d’accesso di tre gradini. All’interno sono presenti forti tracce di fuliggine.
La tomba III e la IV si trovano più in alto sul pendio. La tomba III è composta da tre ambienti, ha l’ingresso rifinito da una cornice e una risega per l’incasso del portello. La camera principale, di forma ellittica, mostra sulle pareti le tracce del picco da scavo. Dalla parete di fondo si accede a una seconda cella circolare e da quest’ultima alla terza di forma ellittica. La tomba IV non fu terminata: si realizzò soltanto l’ingresso quadrangolare ornato da una cornice.
Infine, la tomba V è la più alta e meno conservata, con parte dell’anticella e copertura crollate. Ha un accesso rettangolare con cornice in rilievo e due celle collegate di dimensioni modeste.
La necropoli non è scavata. Alcune tombe furono usate fino a metà del secolo scorso, come magazzini o abitazioni, da pastori, carbonai, sfollati in tempo di guerra. Sono evidenti modifiche funzionali come creazione di scale, ampliamento degli accessi, fori per l’incastro di mensole e persino tracce di un focolare/camino.
Lo stato di conservazione generale è buono; solo la tomba V è meno conservata a causa di importanti crolli.
Il lavoro dei ricercatori InnTerr presso la necropoli di Domus de Janas di Maria Frunza (periferia di Nuoro)
Il sito è stato scelto per lo stato di conservazione, per la sua rappresentatività e per la vicinanza al centro urbano, che lo rende valorizzabile.
Sono state rilevate due delle tombe ipogeiche che costituiscono la necropoli, facendone la scansione sia all’esterno sia nelle celle interne.