Il comune di Aritzo (1.217 abitanti al 31/12/2024) appartiene alla subregione della Barbagia di Belvì ed è situato a 796 metri di altitudine. Si estende sul versante occidentale del Gennargentu per 75,6 km² e dista 74 km da Nuoro.
Il territorio comunale ha una conformazione allungata da est a ovest e confina con i comuni di Belvì, Gadoni, Desulo, Seulo, Meana Sardo, Laconi ed Arzana.
Situato in una valle, il paese appare come un’oasi nel cuore dell’imponente massiccio montuoso sardo, che sembra accoglierlo e proteggerlo in un abbraccio naturale.
Il paesaggio è dominato dalla formazione calcarea di “Su Texile”, che con la sua caratteristica forma di fungo sbrecciato si eleva a 974 m s.l.m.
La foresta demaniale di Alase, che si estende per circa 1.565 ettari, ricade interamente nel territorio comunale di Aritzo. Sul versante sinistro della valle si sviluppa un ampio castagneto, i cui esemplari secolari costituiscono un patrimonio di alto valore naturalistico e paesaggistico. In autunno il bosco si trasforma in un caleidoscopio di tonalità dorate e rossastre.
Il territorio di Aritzo ospita specie faunistiche di grande interesse, come il muflone e l’aquila reale e il ghiro.
L’economia locale si fonda su una rete produttiva integrata, articolata in filiere che combinano l’agricoltura, la trasformazione alimentare e l’artigianato con il turismo.
Aritzo conserva numerosi siti di rilevante interesse culturale: un nucleo significativo di testimonianze archeologiche, tra cui il nuraghe Sa Mecur’e Su Carragione rappresenta l’esempio più importante.
Di notevole interesse anche il Castello Arangino, costruito nel 1917 ad imitazione delle fortezze medievali, le vecchie carceri spagnole (Sa bovida), il Museo Etnografico, nonché Casa Devilla, risalente al XVII secolo, appartenuta a una famiglia di possidenti della zona.
Tra le emergenze di pregio ambientale si segnalano la punta di “Funtana Cugnada”, un tempo sede delle antiche neviere, e il già citato monumento naturale di “Su Texile”.
Le feste stagionali, in particolare quella di Sant’Isidoro (seconda domenica di agosto) e quella di San Basilio (prima domenica di settembre), costituiscono momenti di forte coesione sociale e di valorizzazione delle tradizioni locali, rafforzando una significativa forma di economia comunitaria.